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Lettera aperta di Marcella De Negri

Pubblicato da Alexsandra su Luglio 29, 2007

cefalonia3.jpgMarcella de Negri :: Parte Civile al Processo di Monaco per Cefalonia

Cari amici, sono Marcella De Negri, unica parte civile al processo di Monaco di Baviera, non per la grande strage della Divisione Acqui a Cefalonia e a Corfù, ma per la fucilazione dei 137 ufficiali alla Casetta Rossa il 24 settembre 1943.

Ho la fortuna di essere amica di Claudio Sommaruga e di Primarosa che, in questa vicenda in cui le istituzioni mi hanno lasciato assolutamente sola (salvo le trattative diplomatiche “sussurrate” con la Germania, a bassissima voce, mi ha dato un grandissimo e affettuoso aiuto.

Vi scrivo per dirvi che il mio ricorso all’ordinanza Stern (quella che definiva i soldati italiani “traditori” e quindi passibili di fucilazione poiché paragonabili a disertori tedeschi) É STATO RESPINTO.

Il Procuratore Generale della Baviera ha avocato a sé il procedimento ed ha deciso di confermare l’ordine di archiviazione di Stern, tolti i suoi insulti, per cui Stern non si scusa, perchè la scusa implica la colpa, ma si DISPIACE, nel caso che la parola “traditori” (che era tra virgolette e questo a parer suo la rendeva innocua), abbia potuto offendere gli italiani…

Sono delusa, amareggiata, NON SORPRESA. La magistratura tedesca non ha mai condannato un suo concittadino per i crimini commessi in Italia o su italiani all’estero, come nel caso di Cefalonia.
La magistratura bavarese poi ha un occhio di speciale riguardo rispetto ai suoi Gebirgsjager, Cacciatori di montagna, che ogni anno fanno, sotto Pentecoste, a Mittenwald, la loro parata.
La magistratura di Monaco tiene evidentemente al fatto che i criminali nazisti non solo possano morire tranquilli, come hanno vissuto, nei loro letti, ma lo facciano, soprattutto, col loro onore intatto. Un ufficiale della Wehrmacht non può rinunciare all’onore.

Ho già dato mandato al mio avvocato tedesco, di fare ricorso, senza molte speranze per la verità, alla Corte d’Appello della Baviera.
Cercherò, se sarà possibile, di far aprire un procedimento presso la Procura Militare della Repubblica di Roma.

RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE.
Ho bisogno di molto sostegno morale, non lasciatemi sola.

3 Risposte a “Lettera aperta di Marcella De Negri”

  1. LUCIANO detto

    GENT.MA SIG.RA DE NEGRI
    SONO AMAREGGIATO PER QUANTO O LETTO E A DIR POCO SCONVOLTO DA TANTA IPOCRSIA E INFAMIA.
    IL NOSTRO GOVERNO DOVREBBE MUOVERSI NON A PICCOLI PASSI MA A GALOPPO A FAR SI CHE LA VERITà E LA GIUSTIZIA TRIONFI.
    MA COME AL SOLITO IN ITALIA TUTTU FINISCE A TARALUCCI E VINO.
    BISOGNA PERSEVERARE E NON DARLA VINTA A QUESTA COMBRICCOLA DI PICCOLI UOMINI.
    LUCIANO *****
    ****
    *****

  2. Alexsandra detto

    @ Luciano

    Non so se ho fatto bene o male, ma quando ho visto il tuo post ho editato il finale e messo gli asterischi.
    Luciano ha inserito nome, cognome indirizzo e n° di cellulare. Se desideri pubblicati i tuoi dati lascia un altro post che li rimetto.

    Spero che tu consideri questa mia azione non come una censura, ma come un gesto di protezione, qualcuno potrebbe infastidirti avendo postato i tuoi dati sensibili.
    Spero di aver fatto la cosa giusta, fammi sapere se desideri che li rimetta

    ciao

  3. Gianfranco Ianni detto

    Solo un animale potrebbe essere indifferente al dolore della Signora De Negri. Molti persero il proprio padre a Cefalonia. L’eccidio fu feroce. Tuttavia, credo che Stern abbia avuto ragione a ritenere la Divisione ‘ammutinata’. Spiego perché: nell’agosto del 1943 l’11^ Armata del generale Vecchiarelli fu trasformata -con l’accordo italiano- in armata mista italotedesca alle dipendenze del generale Lohr. Quando alle 19.45 Badoglio annunciò l’armistizio, i tedeschi rimasero sorpresi, poiché, poche ore prima, da Roma avevano rassicurato Berlino che si trattava di una notizia destituita di fondamento e fatta circolare dagli angloamericani al fine di spezzare l’alleanza italotedesca. Perché Badoglio e gli alti comandi politico-militari non avvisarono Berlino dell’uscita dell’Italia dal conflitto? Che cosa avrebbero dovuto pensare i tedescho? E perché l’Italia dichiarò guerra alla Germania SOLO il 13 ottobre 1943?
    Gianfranco Ianni

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