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The Javac D Day : L’incontro

Pubblicato da Alexsandra su Marzo 12, 2007

Mentre Javac e The Boss passeggiavano lungo via Roma ad un tratto Javac si fermò e riprese l’espressione sbigottita della mattina (occhi sbarrati,bocca aperta e questa volta anche la lingua fuori), cosa avrà visto ? … vide una donna né alta né bassa, giusta insomma, vestita con una minigonna blue elettrico vertiginosa che calzava sulle sue curve sinuose, come il cacio sugli spaghetti, una camicetta bianca semitrasparente con una scollatura vertiginosa e un elmetto giallo in testa, che copriva appena in parte la fluente chioma rossa La sventolona stava guardando in alto ed era sotto una impalcatura con degli operai che stavano lavorando ad un restauro di un palazzo e impartiva loro degli ordini, a quel punto Javac gli si avvicinò per attaccar bottone con la scusa di chiedere informazioni spacciandosi per un turista, notò che sulla camicetta aveva una targhetta col nome “Ale”

Javac : Schius mi
Ale : Che vuoi
Javac : I em the inglish turist dov stà Castel Vecchio pliss
Ale : E che ne sò non sono mica una guida io, sto’ lavorando
Javac : Your neim is Ale
Ale : Chi te lo ha detto ?
Javac : It is scritt su your tetta sinistr (il cartellino …. Traduco per coloro che non conoscono l’inglese)
Ale : e tu vai in giro a guardare le tette delle donne ……..
Javac : yes, cioè not ….. I look the cartellin
Ale : Girati inglese…
Javac : wot??
Ale : Girati, metti your culo davanti my faccia capito ?????
Javac si girò, Ale gli dette una scrutata e poi sentenziò
Ale : Senti gira al largo, almeno avessi un bel culo

Deluso Javac si allontanò e intanto Ale si mise ad urlare agli operai “eiiiiiiiiii brutte galline mi state ad ascoltare” e proprio appena terminata la frase avvenne l’incontro scontro.
Ale fece un passo indietro e si voltò e in quel momento dalla parte opposta arrivò Vik che consapevole (seeee) del forte ritardo aveva ingranato una curvatura spazio temporale di inaudita velocità e andò a sbattere violentemente contro la sventolona cranio contro cranio (test a test), il contraccolpo proiettò la poveretta verso l’impalcatura, fortuna volle che atterrò dentro una carriola di malta attutendo la caduta ma inzuppandosi dalla testa ai piedi.

Immediata la perdita di conoscenza, intanto una folla di curiosi si avvicinò attirati anche dal tremendo botto e Javac vide che si stavano avvicinando anche 2 vigili urbani di gran carriera, intanto Vik ripresosi subito dal cozzo prestò subito i primi soccorsi alla poveretta, la tirò fuori dalla carriola e la adagiò a terra, in quel momento girò la testa e vide Javac

Vik : Davideeeee…… Davideeeee ……..vieni quì a darmi una mano (nome di battesimo di Javac)
Javac vedendo che i vigili erano a pochi metri ormai e temendo complicazioni di carattere legale fece finta di non aver sentito
Vik : Davideeeee …. Davideeeee …..Vieni qui …. Sei sordo
Intanto un vigile urbano si avvicinò a Vik ed Ale per sincerarsi dello stato dei due e l’altro si avvicinò a Javac

Vigile : Scusi per caso conosce quei due, cosa è successo
Javac : Wuai, sorry ai spreck inglish not capisc italian languag
Vigile : Sembra che quel signore lì stia chiamando lei
Vik : Davideeeeeeeeee ….. Davideeeee
Vigile : Ma Davide è lei
Javac : Nooo my name as Javac ai dont Davide
E quatto quatto girò l’angolo, vedendolo allontanarsi Vik lo chiamò ancora
Vik : Davideeeeee …… Davideeeeee ……… ma do cazzo vai
Vik : Davideeeee ……. Davideeeee …….Ma và a cag**e …..traditore …….

Intanto l’attenzione si spostò su Ale ancora a terra svenuta e allora Vik si avvicinò e pensò di provare a rianimarla con una respirazione bocca a bocca , tranquillizzò gli agenti dicendo che aveva fatto un corso di pronto soccorso e che sapeva come agire, avvicinò le sue labbra a quelle di Ale e in quel momento la poverina aprì un occhio e disse

Ale : Non ci provare …..o ti stacco braccine e gambine

E qui successe …… e sì successe ……Vik vide quei due occhi che lo scrutavano, due occhi blu che sembravano due pietre preziose nella ombreggiata mattina, tutto era sfumato, tranne quei due gioielli, che incrociavano il suo sguardo come un ricercatore che trova un tesoro, tutto ciò che c’era intorno non esisteva più, vigili, curiosi, Javac ……. esistevano solo quei due occhi che lo guardavano.

Si sentiva nudo come un verme davanti a quel blue profondo, sembravano due raggi laser che lo scrutavano e penetravano nel suo profondo, ma ahimè raggiunto il cervello rimbalzavano dappertutto trovando una caverna vuota ma con una crosta durissima come l’acciao, superato l’imbarazzo trovò la voce per parlare e disse

Vik : Scusi cercavo di rianimarla
Ale : Cazzo ….. che alito ……..cosa hai mangiato un topo morto?
Vik : Ohhhhh scusi sa, sarà stato lo spavento, di solito il mio alito è una brezza marina
Ale : Si una brezza, ma del mar morto
Ale : Dai spaccabiglie tirati da na parte
Vik : Come posso rimediare signorina …… mi dica
Ale : Ma va a ca**re ………. Guarda come mi hai conciata

In quel momento arriva Alessandro e si ferma a vedere la scena, subito Vik ne approfitta e gli chiede come poter rimediare e Alessandro gli dice di portarla al suo castello per una doccia e un cambio vestiti, tutto preso dalla felice notizia, ritorna da Ale e la invita al castello la quale gli risponde

Ale : Ma ci stai provando?…….. non provare a fare il provolone con me, che ti sego una gambina sai
Vik : Certo che in quello stato non è che può andare tanto lontano….
allora scende Alessandro, si presenta ed estende personalmente l’invito al quale Ale non dice di no

Alessandro : Davideeeeeeee …….
Javac : Arrivo
Vik : Dove andavi quando ti ho chiamato ……’stardo
Javac : Ehhhh …… sai The Boss doveva andare in bagno e l’ho accompagnata avevo paura che si perdesse
Vik : Seeeeee
Alessandro : Carica la signorina in macchina e portiamola a casa che si ripulisca
Javac : Ma non finiamo il giro turistico prima
Alessandro : Se aspettiamo ancora un po’ ci vuole il martello pneumatico per toglierli quella roba di dosso dai …. snelll
Javac : Ma non puoi caricarla sulla tua macchina

Alessandro : si girò a guardare la BMW nuova e disse “Ma qui chi è che dà gli ordini?”
Javac : Io “Vik tò prendi le chiavi della macchina e portala a casa di Alessandro”
Vik : ma …. Ma…..
Javac : Muuuto devi stare, il danno lo hai fatto tu e tu ripari
Vik : Ok. Obbedisco

il poverino si sforzava di riprendere un ritmo respiratorio normale, ma il cuore non accennava a calmarsi, da solo con quella sventola lì, fu allora che sentì Davide urlargli

Vik attento che vicino alla portiera………
Vik : Cosa …… non ho capito
Javac : ma và …… niente vai pure

Incamminatosi con Ale verso la macchina Davide e Alessandro li stavano guardando da dietro e Javac riprese la sua espressione stupita, bocca aperta e lingua fuori, mentre Alessandro si tolse gli occhiali e insieme dissero …… Però che culo. forse si riferivano al fatto che con il vestito bagnato risaltavano ancora di più le curve di Ale o forse si riferivano al culo di Vik ?? mah.

Arrivati alla macchina Vik aprì la porta ad Ale e una volta richiusa fece il giro e …. pestò la merda (quella già pestata da Javac), tutto preso di accompagnare Ale non si accorse della me**da, accese la Fiat tipo e si diresse al castello di Alessandro.
Appena partiti Ale sentì uno strano odore e pur non avendo nessuna intenzione di mettersi a dialogare chiese.

Ale : ma che è questo odore
Vik : ma non saprei, è strano, forse è la macchina
Ale : dalle mie parti è me***da, ti sei cagato addosso?
Vik : No, non farei una cosa del genere
Ale : e la valvola che hai di dietro, tiene?
Vik : quale valvola?
Ale : ma senti ci sei o ci fai, dalle ascelle in giù hai un buco o no?
Vik : Ehmmm….. se intendi quello …… si
Ale : perché quanti ne hai
Vik : uno solo
Ale : e allora testone, la valvola tiene?
Vik : Ahhhhh ….. ora ho capito, si si tiene, non ho fatto niente da lì
Ale : e allora da dove arriva sniff….sniff….sniff.
Ale : ma che cacchio hai pestato, guarda cosa c’è sotto la tua scarpa
Vik : Odddio ma è una me***da
Ale : è un’ora che ti dico che questa puzza non viene dalla macchina, duro eh.
Vik : certo che facciamo una bella coppia noi due, tu insozzata dalla testa ai capelli e io che puzzo di merda ehh.

giunti al Castello, Ale non potè trattenere lo stupore di tanta magnificenza ed esclamò la fatidica frase “Oh Cacchio e dove siamo qui , davanti all’ingresso c’era Alessandro ad aspettarli e ordinò al maggiordomo di portare Ale in garage, Max si stava incamminando con Ale quando Vik si avvicinò ad Ale il quale disse

Alessandro : Max aspetta, porta anche Vik e ripuliscilo
Vik: si sente così tanto Alessandro?
Alessandro : potresti usare i pannoloni però per questi problemi

Allora anche Vik andò con Ale e Max e appena giunti in garage Max prese il Ghibli e dette una bella lavata a tutti e due, per toglierli il grosso della sporcizia, poi con una spada da samurai …zac ….zac ….. e i vestiti dei due caddero a terra senza procurare loro un graffio, subito gli porse gli accappatoi e li accompagnò in casa

Intanto nacque un altro problema, dove li mettiamo?, Alessandro prese subito in mano la situazione e disse

Alessandro : Javac, tu cedi la tua stanza ad Ale e vai a dormire con Vik in giardino
Javac : In giardino? Ma sei fuori
Alessandro : no tu stai fuori, in giardino c’è piantata una tenda e ti trasferisci lì con Vik
Javac : Io con Vik ?? ma sei matto
Alessandro : è solo per stasera, ….. aug così ho detto.
Javac : °ç+è°ò [Imprecazioni in sardo] Ok, ma solo per stasera

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