The Javac D Day : Partenza e Sbarco
Pubblicato da Alexsandra su Marzo 10, 2007
Il racconto narra l’avventura di un Sardo di nome Javac che un bel giorno decise di esplorare il Continente Italico e precisamente la Pianura del Nord, il ricco e produttivo Nord Est. Scelse la città di Verona, piena di opere d’arte e anche perché in quella città abita un suo carissimo amico di nome Alessandro.dopo una notte di riflessione il nostro Javac prende la grande decisione e disse “Ebbene si, vado a trovare Alessandro” . L’ avventura comincia nell’Ottobre del 2005, in un giovedì pomeriggio e soleggiante, sembrava che tutto facesse pensare che le cose sarebbero andate per il meglio, invece il nostro Javac capì subito che la sorte forse gli era ostile e avrebbe fatto di tutto per non fargli mettere piede nel ricco e produttivo Nord Est.
Infatti appena giunto all’aeroporto il volo prenotato risulta inesistente, allora Javac si avvicinò al banco informazioni della compagnia aerea e trovò una signorina piuttosto carina ma anche piuttosto distratta, nel seguito del racconto verrà citata con la sigla SD (Signorina Distratta)
Javac :Scusi signorina, ho questi biglietti ma il volo sul tabellone non c’è, mi devo preoccupare?
SD :(senza alzare lo sguardo rispose) no si figuri il volo c’è!!!!!
Qui accadde il miracolo, la signorina alzò lo sguardo, solo quando vide Javac i neuroni dentro la sua testa si misero in moto, non si conosce ancora la causa di questo ritardo nel collegamento, probabilmente dovuto alla tonalità della voce di Javac oppure a qualcosa di misterioso fatto sta che SD passò all’azione
SD : anzi forse è meglio che controlli
Javac : Si è meglio Grazie !!!!!!!!
SD : ehm rispose (manifestando un certo imbarazzo) no il volo non c’è……come mai non l’hanno avvisata?
Javac : Ma mi prende in giro? che cavolo ne so perchè non mi hanno avvisato, me lo dovrebbe dire lei!
SD : beh … ma mica devo chiamare io
Javac : ah …. invece dovrei chiamare io ogni giorno per sapere se c’è eh?
SD : in ogni caso il volo c’è domani, oppure oggi la posso mandare a Milano
Javac : domani un corno, a Verona ci devo andare oggi
SD : senta io la prenoto per domani lei nel frattempo veda se può andare a Milano, a Verona ci andrà un’altra volta con tutte le città che ci sono proprio lì vuole andare
Javac : (Censured)
Preoccupato il nostro Javac si attaccò al telefono e chiamò Alessandro
Javac : ciao Ale abbiamo un piccolo problema
Ale : ciao cioè?
Javac : non c’è il volo
Ale : ma stai scherzando?
Javac : neanche un po’ il volo c’è ma mi vogliono mandare a Milano, e dicono che a Verona ci posso andare un’altra volta o mi dai una mano altrimenti se sbarco a Milano mi mettono su Rai Tre a “Chi l’ha visto” mi puoi venire a prendere??
Ale : vabbè … se non c’è scelta, ti vengo a prendere a Milano ma paghi tu l’autostrada
Javac : ok
Allora il nostro Javac ritornò al banco da SD
Javac : signorina ok ha ragione a Verona ci vado un’altra volta mi mandi a Milano
SD : ok click click click fatto. Il volo parte fra “numero enorme” di ore deve fare il check-in, vada in fondo al corridoio e giri a destra, ma lei è arrivato troppo presto! Non l’hanno avvisata???
Javac : io sarei stato in orario se la vostra compagnia di “roba_fetida_marrone” non avesse cancellato il volo e se lei non mi avesse costretto ad andare a Milano
SD : beh …. comunque ora deve attendere
Javac : (censured…parolacce in dialetto )
Allora il nostro eroe si guarda intorno e scopre che all’aeroporto le sedie più vicine al check-in stanno a dieci minuti di marcia, come disse un noto comico ..allegria ….cosa vuoi di più dalla vita.
Dopo una lunga attesa finalmente l’imbarco, rigorosamente e in clamoroso ritardo, comunque il nostro Javac arrivò finalmente a consegnare al signore del check-in il biglietto nel seguito verrà citato MI (Molto Intelligente)
MI : Signore il suo biglietto non è valido
Javac : Prego ??????
MI : questo aereo và a Milano lei ha il biglietto per Verona, non può imbarcarsi
Javac : (Censured…..dialetto Sardo)
Javac : io V-O-L-E-V-O andare a Verona è la sua collega che mi ha voluto mandare a Milano
MI : mi spiace ma non posso farla salire a bordo
Javac : cosa fa lei !!!!!
MI : ho detto che non posso farla salire S-A-L-I-R-E capito mi hai!!!!
Javac : (censured) Cosa devo fare !!!!!!!
MI : deve ritornare dalla collega e farsi sistemare il biglietto
Javac : (Censured…..dialetto Sardo)
Javac : signorina il suo collega non mi vuole imbarcare io volevo andare a Verona, lei mi vuole mandare a Milano, quello è il volo per Milano ma il suo collega mi vuole mandare a Verona, allora volete mettervi d’accordo dove volete mandarmi !!!!!
SD : non si preoccupi mi dia il biglietto signore rispose la signorina e con i potenti mezzi aziendali (una biro) corregge il biglietto e ritorno al chek In
MI : Adesso và bene ha visto come siamo organizzati, prego si può imbarcare signore buon volo e torni a viaggiare con la nostra compagnia (Seeeee)
Finalmente sull’aereo…. Il volo prosegue tranquillo, nel lusso più sfrenato. Il carrello porta bevande esibisce fiero acqua naturale e acqua gassata!
Ad un passeggero che chiedeva se non c’era nient’altro, non so un caffè, lo stewart rispose con un leggendario “eh signora passati quei tempi, non sa che altre bevande oltre a quelle presenti sul carrello in alta quota possono creare allucinazioni? Quando arriveremo a Milano lei può credere di essere a Verona, prenda l’acqua e stia seduta, segua il mio consiglio”
Ci tengo a sottolineare che il volo NON era effettuato da una compagnia low cost o di serie Z, insomma non è che fosse proprio un volo costato due lire. Ovviamente la nota compagnia non avrà il piacere di avermi a bordo nuovamente, ma la prossima volta effettuerò la traversata a nuoto, evitando le ore di attesa e il costo del biglietto, in più se non annegherò prima della terraferma entrò nel Guiness dei primati
Arrivati a Milano col solito ritardo incontro Alessandro, era alto, muscoloso, indossava un montgommery grigio-nero e aveva rialzato il cappuccio sulla testa. Mi disse che mi stava aspettando dal primo pomeriggio e nonostante tutto mi si presenta davanti, con la faccia sorridente ma scavata dal duro lavoro imposto nel ricco Nord-Est per il sostentamento di tutta la nazione e dalla snervante attesa. Convenevoli e contro-convenevoli ci avviamo verso l’uscita
Con grande stupore il nostro Javac all’uscita è stato accolto dagli Ottoni della banda Reale Olandese, affittata per l’occasione da Alessandro, giunto con la sua Rolls Royce, le Bentley di rappresentanza e i Pick Up di scorta (stile Washington). Dopo il fraterno abbraccio fra i due Amministratori e Fondatori di Pianeta Pc, di fronte a tutta la stampa internazionale, visibilmente scocciata dal tremendo ritardo, Javac ha fatto scendere dall’aereo la lunga carovana di cammelli carichi di oro, avorio, pietre preziose, pavoni e scimmie, modesto omaggio al munifico padrone di casa, che ha ringraziato con un lieve e sdegnoso cenno del capo.
Poi il corteo quasi presidenziale di Rolls Royce, Bentley e Pick Up ha cominciato a muoversi verso la casa di Alessandro, mentre gli uomini della scorta bloccavano il traffico per il passaggio del corteo e dei cammelli al seguito e ai semafori sparavano raffiche di M 16 in aria per allontanare la folla attratta da cotanta bellezza.
Durante tutto il viaggio in macchina, manco a dirlo, il principale argomento di discussione è stato Bluevik, preoccupati che con una curvatura spazio temporale errata si sia perso nello spazio siderale, allora Alessandro ha estratto il suo cellulare satellitare incorporato nel dito mignolo e pollice (ha riferito che si tratta di un nuovo modello Hoby One) e ha chiamato la nave stellare Enterprise ordinando al capitano Kirk che inizi subito le ricerche di Bluevik.
A seguito abbiamo parlato anche di alcuni altri oscuri personaggi, innominabili in rispetto della privacy.
Dopo circa un’ora il corteo è arrivato in prossimità della Tenuta di Alessandro, e fu allora che Ale ha suggerito a Javac di mettersi gli occhiali da sole, perché correva il pericolo di rimanere accecato dai riflessi delle tegole d’oro massiccio della sua dimora.
Javac, docile e remissivo com’è nel suo carattere, ha subito seguito il consiglio, così la Rolls ha potuto imboccare il famoso Viale delle Sequoie, che Alessandro ha fatto importare direttamente dal California National Sequoia Park per abbellire la sua tenuta. Fra gli alberi volavano, intrecciando nell’aria delicate danze di benvenuto, stormi di cigni bianchi e pavoni azzurri, mentre migliaia di fenicotteri rosa planavano a destra della Rolls Royce per salutare Javac, e dopo un doppio looping si tuffavano nel lago privato di Ale.
Giunti a poche centinaia di metri dall’ingresso della magione, Ale ha fatto scendere Javac e lo ha guidato lungo il sentiero fra le sequoie, cosparso di petali di rosa, mentre graziose fanciulle vestite con pepli dell’antica Grecia lanciavano altri petali sulle nobili teste dei due Amministratori, intonando dolci canti di gioia e di festa.
Tutto il coro era guidato da Alexsandra nota e famosa direttrice d’orchestra vestita per l’occasione da Jak-Homo famoso stilista naturalista che per l’occasione le ha creato un vestito di petali di rosa d’orati
Arrivati di fronte all’ingresso del Castello di Alessandro c’era una guardia del corpo con un occhio bendato, e una serie di cani leghisti cominciarono ad abbaiare alla vista del sottoscritto, con un’unica eccezione.
Alessandro dimostra subito di avere il polso della situazione e redarguisce l’unico cane che non ha abbaiato (evidentemente centrista). Dopo aver assaggiato le mie terga, i cani tornano nella loro cuccia verde non curanti di cotanta Sardità rimaneva solo da superare l’ostacolo dell’omone con l’occhio bendato e anche allora Ale intervenne e gli disse “Jena non sparare è un amico, prendi come bottino i doni che ha portato e mettili al sicuro”
Finalmente in casa: all’interno risaltava un ascensore di cristallo, il quale ci porta all’ultimo piano della torre principale, entrammo nel salotto e notai subito che la maniglia della porta si stava girando piano piano ed entrò Vera Il mio primo pensiero è stato “e che ha fatto Ale per meritarsi una ragazza così carina” ma per fortuna ho proferito un più cortese “ciao”.
Vera, si tolse con delicatezza il suo soprabito che pose sull’attaccapanni, tolse le sue scarpe coi tacchi, stando a piedi nudi, i suoi capelli lunghi, biondi e sottili, le davano un aspetto di un’adolescente
Camminando pian piano, quasi in punta di piedi, attraversò il salotto e ci portò a visitare le varie ale del Castello.
Arrivammo infine, davanti alla porta della camera da letto, a me riservata e trattenendo il fiato per qualche secondo, mi decisi ad entrare.
Saltò subito agli occhi la coperta verde del sontuoso giaciglio, fortuna che sono Sardo ma non allergico (ancora), e dopo aver sistemato i miei vestiti in un armadio pieno di camicie verdi e aver dato disposizioni al mio seguito per abbeverare i cammelli mi diressi verso la sala da pranzo e non poteva passare inosservata la tavola sontuosamente imbandita rigorosamente con tovaglia verde e fazzoletti blu (per tutti) e verdi (solo per me).
Dopo la cena, ottima e abbondante (vorrei vedere con tutto quello che ho portato sui cammelli!!!) segue un ulteriore tour del ricco e produttivo Nord Est alla volta dell’aeroporto di Brescia dove The Boss è attesa per le 23.40.
Ovviamente il suo volo low cost viaggia con una precisione svizzera e senza il minimo intoppo, del viaggio di ritorno non ricordo gran che, se non il continuo vociferare di Ale e The Boss in un inglese decisamente troppo stretto per le mie capacità
Accompagnati dalle note della Traviata andiamo a dormire sereni e tranquilli, come di consueto stavo sbagliando stanza ma la guardia padana sempre presente mi riaccompagnò subito ai miei alloggi.


